{"id":24447,"date":"2022-04-20T13:53:21","date_gmt":"2022-04-20T11:53:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.debitos.com\/news\/acque-agitate-cresce-lo-spettro-della-recessione-nelleurozona\/"},"modified":"2022-04-20T13:53:21","modified_gmt":"2022-04-20T11:53:21","slug":"acque-agitate-cresce-lo-spettro-della-recessione-nelleurozona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.debitos.com\/it\/news\/acque-agitate-cresce-lo-spettro-della-recessione-nelleurozona\/","title":{"rendered":"Acque agitate: cresce lo spettro della recessione nell&#8217;eurozona"},"content":{"rendered":"<p>La guerra in Ucraina ha provocato un forte shock dell&#8217;offerta alla zona Euro, ha spinto l&#8217;inflazione gi\u00e0 elevata a nuovi massimi pluridecennali e ha aumentato il rischio di una recessione entro i prossimi due anni. \u00a0In primo luogo, la guerra \u00e8 una crisi umanitaria, che geograficamente spetter\u00e0 all&#8217;Unione Europea (UE) risolvere. In seguito, la crisi umanitaria ha provocato uno shock delle quotazioni energetiche nella zona Euro, con un&#8217;inflazione persistente e un rallentamento della crescita che rappresentano un rischio di stagflazione per il blocco dei 27 paesi.<\/p>\n<p>Questa visione condivisa del mercato contrasta nettamente con la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/pr\/date\/2022\/html\/ecb.mp220414~d1b76520c6.it.html\">decisione<\/a> della Banca Centrale Europea (BCE) di seguire con flessibilit\u00e0 il suo percorso di normalizzazione delle politiche monetarie. La scorsa settimana (14 aprile) la BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse e ha rafforzato il proprio impegno a concludere gli acquisti netti di attivit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/pressconf\/2022\/html\/ecb.is220414~fa5c8fe142.it.html#qa\">in qualsiasi momento nel corso del terzo trimestre<\/a>. La BCE ha dichiarato che le tempistiche degli aumenti dei tassi saranno influenzate dai dati sull&#8217;inflazione di giugno e che potrebbero verificarsi in qualsiasi momento a distanza di settimane o mesi dalla conclusione dell\u2019acquisto di attivit\u00e0.<\/p>\n<p>La BCE sta cercando di domare l&#8217;impennata dell&#8217;inflazione senza annientare la domanda in un&#8217;economia che si sta indebolendo. La Banca Centrale Europea ritiene che le dinamiche dell&#8217;inflazione nell&#8217;eurozona siano diverse da quelle degli Stati Uniti e del Regno Unito, con un&#8217;inflazione di base molto pi\u00f9 bassa (solo il 3% nell&#8217;area Euro), il che offre alcune speranze che l&#8217;inflazione possa diminuire pi\u00f9 rapidamente. I mercati prevedono il primo rialzo dei tassi di interesse sar\u00e0 a settembre. Capital Economics prevede tre aumenti dei tassi di 25 punti base entro la fine dell\u2019anno, seguiti da altri cinque nel 2023. Il muro di preoccupazione dell&#8217;Europa rappresenta una sfida acuta che sfugge al controllo dei governi e delle banche centrali.\u00a0 Le prospettive di crescita del PIL, l&#8217;inflazione e gli indicatori di fiducia delle imprese e dei consumatori suggeriscono che potrebbe esserci un ulteriore rischio al ribasso.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;inflazione cresce, mentre lo slancio del PIL si affievolisce<\/strong><\/p>\n<p>Il tasso d&#8217;inflazione annuale nella zona Euro \u00e8 salito a marzo per la quarta volta consecutiva, raggiungendo il 7,5%, al di sopra delle previsioni del 6,6% e superiore al 5,9% di febbraio, <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/eurostat\/documents\/2995521\/14442438\/2-01042022-AP-EN.pdf\/ba153bc6-c1aa-f6e5-785b-21c83f5319e5\">secondo una stima di Eurostat<\/a>. I mercati ritengono che l&#8217;inflazione nell&#8217;area Euro, ben al di sopra dell&#8217;obiettivo annuale del 2% della Banca centrale europea (BCE), non abbia ancora raggiunto il picco.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, le previsioni di crescita del PIL per l&#8217;economia dell\u2019eurozona sono state ridotte a circa il 2,9% nel 2022, secondo le stime UBS in una nota di investimento datata 30 marzo, riflettendo una prospettiva a breve termine pi\u00f9 debole per le famiglie e le imprese. Tuttavia, per il momento, il mercato del lavoro sta mostrando resistenza. A febbraio, il tasso di disoccupazione dell\u2019eurozona \u00e8 sceso al 6,8%, minimo storico, indicando la forte ripresa del mercato del lavoro dopo la pandemia.\u00a0 Il basso livello di disoccupazione deve ancora alimentare l&#8217;inflazione salariale, ma rimane il rischio di effetti inflazionistici di seconda battuta.<\/p>\n<p>Le quotazioni energetiche, il principale motore dell&#8217;inflazione, sono salite a un tasso annuo del 44,7% a marzo (febbraio: 32,0%), a causa della guerra in Ucraina.\u00a0 La dipendenza del blocco europeo dall&#8217;energia russa acuisce lo shock dei prezzi dell&#8217;energia. L&#8217;area Euro importa circa il 40% di tutto il gas e il carbone e un quarto del petrolio greggio dalla Russia. Gli stati membri dell&#8217;UE sono sotto pressione per ridurre la loro dipendenza dall&#8217;energia russa e allo stesso tempo corrono il rischio che la Russia possa sospendere le forniture come ritorsione per le sanzioni. Un brusco shock dell&#8217;offerta rappresenterebbe un significativo rischio al ribasso per l&#8217;economia, in particolare per la Germania, pi\u00f9 vicina a una recessione tecnica dopo che il<a href=\"https:\/\/www.destatis.de\/IT\/Press\/2022\/02\/PE22_074_811.html;jsessionid=761BAA51369109204309B8D992F266BB.live742\"> PIL si \u00e8 ridotto dello 0,3% nel quarto trimestre<\/a>, poich\u00e9 la variante Omicron ha pesato sulla domanda. A questo proposito, sia la Germania che l&#8217;Austria si sono gi\u00e0 preparate al razionamento energetico.<\/p>\n<p><strong>Oltre l&#8217;energia: carenze alimentari, catene di approvvigionamento in difficolt\u00e0 e Covid<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019aumento dei costi di trasporto e di produzione, anche i prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati bruscamente, compresi i prezzi pi\u00f9 alti dei fertilizzanti, che sono in parte legati alla guerra in Ucraina. C&#8217;\u00e8 un concreto pericolo per i rifornimenti di cibo durante l&#8217;estate e oltre. La guerra ha anche bloccato le principali rotte delle catene di approvvigionamento, gi\u00e0 in crisi a causa dell&#8217;ondata acuta di Omicron in Cina, che ha chiuso Shanghai, un importante hub logistico globale.<\/p>\n<p>La guerra della Russia in Ucraina e le conseguenti sanzioni hanno immediatamente tagliato fuori i fertilizzanti prodotti localmente dai mercati globali. Come principali fornitori globali, l&#8217;assenza di fertilizzanti russi e ucraini ha aumentato lo squilibrio tra domanda e offerta, portando alla volatilit\u00e0 dei prezzi e a una pressione crescente. I prezzi elevati dell&#8217;energia hanno anche ridotto la produzione di fertilizzanti in altri paesi d&#8217;Europa.\u00a0 Il mese scorso, Yara, il fertilizzante globale norvegese, <a href=\"https:\/\/www.yara.com\/corporate-releases\/yara-curtails-production-due-to-increased-natural-gas-prices\/\">ha tagliato la produzione nei suoi impianti di produzione italiani e francesi<\/a>\u00a0in risposta all&#8217;impennata dei prezzi del gas naturale. Questi fattori finiranno per alimentare l&#8217;aumento dei costi degli alimenti e il rischio di carenze periodiche di approvvigionamento. L&#8217;inflazione dei prezzi dell&#8217;energia e dei prodotti alimentari ostacoler\u00e0 la ripresa post-pandemica della zona euro e potrebbe richiedere ulteriori stimoli per prevenire esiti negativi.\u00a0 Tutte queste pressioni manterranno l&#8217;inflazione alta pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n<p><strong>La zona Euro si fa carico dell&#8217;onere umanitario della guerra<\/strong><\/p>\n<p>Allo stesso tempo, l&#8217;Europa rimane sotto la costante minaccia di una nuova ondata di infezioni da Covid-19 e della crisi umanitaria causata dalla guerra. L&#8217;area Euro \u00e8 anche quella geograficamente pi\u00f9 colpita dalla crisi umanitaria. Dal 24 febbraio, quasi cinque milioni di rifugiati hanno lasciato l&#8217;Ucraina cercando la salvezza nei paesi confinanti dell&#8217;UE, includendo le oltre 2,7 milioni di persone che si sono recate in Polonia,\u00a0<a href=\"https:\/\/data2.unhcr.org\/en\/situations\/ukraine\">secondo i dati dell&#8217;UNHCR<\/a>. In un periodo di bassa crescita, accogliere tali quantit\u00e0 di immigrati metter\u00e0 a dura prova i bilanci dell&#8217;UE e probabilmente richieder\u00e0 significativi contributi statali. &#8220;Pi\u00f9 a lungo durer\u00e0 la guerra, maggiori saranno i costi economici e maggiore sar\u00e0 le probabilit\u00e0 di finire in scenari pi\u00f9 avversi&#8221;, ha dichiarato Lagarde\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ecb.europa.eu\/press\/key\/date\/2022\/html\/ecb.sp220330~49ddaafb85.it.html\">alla fine di marzo.<\/a><\/p>\n<p><strong>Indicatori previsionali<\/strong><\/p>\n<p>Gli indicatori previsionali suggeriscono un quadro in peggioramento. Il purchasing manager index dell&#8217;eurozona (PMI) per il settore manifatturiero, un indicatore previsionale per la crescita degli utili, \u00e8 sceso a marzo a 54,5, secondo S&amp;P Global, che elabora l&#8217;indice. Il calo indica un rallentamento dello slancio della crescita economica nell&#8217;area Euro nel secondo trimestre. Inoltre, gli impatti economici della guerra (ad esempio, l&#8217;impennata delle quotazioni energetiche, l&#8217;aumento dei costi di produzione delle aziende e l&#8217;esacerbazione degli squilibri esistenti tra domanda e offerta) compenseranno la spinta della domanda derivante dalla riapertura del commercio post-Omicron. Senza l&#8217;aumento della domanda post-Omicron, i dati sarebbero probabilmente stati peggiori.\u00a0 Nel settore manifatturiero, i prezzi elevati dell&#8217;energia e l&#8217;accesso ridotto alle materie prime hanno costretto i produttori ad aumentare i prezzi ad un ritmo record per compensare le pressioni sui margini. Le prospettive di indebolimento del PIL per i partner commerciali della zona Euro suggerirebbero una debole crescita delle esportazioni nel resto dell&#8217;anno, secondo Capital Economics. Tuttavia, una domanda di esportazioni pi\u00f9 bassa potrebbe essere parzialmente compensata da un euro pi\u00f9 debole, mentre le esportazioni all&#8217;interno della zona Euro dovrebbero ancora aumentare quest&#8217; anno, anche se lentamente.<\/p>\n<p>L&#8217;indicatore del clima di fiducia economica (ESI) della Commissione europea \u00e8 sceso a 108,5 a marzo, al di sotto delle previsioni di consenso e al minimo negli ultimi 12 mesi. In altri settori la fiducia delle imprese, misurata dall&#8217;indice delle aspettative di produzione future del PMI, \u00e8 scesa al suo livello pi\u00f9 basso in 18 mesi, mentre i dati relativi al lavoro arretrato, un importante fattore dell\u2019attivit\u00e0 commerciale futura, sono aumentati al ritmo pi\u00f9 lento in un anno,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.markiteconomics.com\/Public\/Home\/PressRelease\/cc2a6c2a4a80494cafe7280a744e7177\">secondo S&amp;P Global<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>La recessione della zona Euro non \u00e8 un\u00a0dato di fatto, ma una crescente probabilit\u00e0. Le prospettive economiche instabili suggeriscono che il ciclo degli utili ha ormai raggiunto il suo picco, a cui seguiranno le diminuzioni dei ricavi, segnalando la ripresa della crescita dovr\u00e0 ulteriormente essere posticipata. Allo stesso tempo, l&#8217;inflazione pi\u00f9 elevata persister\u00e0, aumentando la probabilit\u00e0 di un esito stagflazionistico. Bank of America (BoA) ha previsto che il PMI della zona euro &#8220;scender\u00e0 leggermente al di sotto della soglia di 50&#8243;. Due possibili catalizzatori per l&#8217;economia della zona Euro potrebbero invertire la tesi ribassista, secondo Sebastian Raedler, responsabile delle strategie azionarie europee a BoA. \u201cIl primo \u00e8 la politica fiscale su larga scala nell&#8217;UE ma, come abbiamo visto, l&#8217;UE \u00e8 tipicamente molto reattiva. Una politica fiscale proattiva nell&#8217;UE sarebbe ottima, ma non la vediamo mai. Il secondo (catalizzatore positivo), invece, sarebbe lo stimolo delle politiche in Cina&#8221;.<\/p>\n<p>Nella seconda parte, esamineremo i rischi di stagflazione per alcune economie della zona Euro, concentrandoci su Germania, Italia, Grecia e Spagna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La guerra in Ucraina ha provocato un forte shock dell&#8217;offerta alla zona Euro, ha spinto l&#8217;inflazione gi\u00e0 elevata a nuovi massimi pluridecennali e ha aumentato il rischio di una recessione entro i prossimi due anni. \u00a0In primo luogo, la guerra \u00e8 una crisi umanitaria, che geograficamente spetter\u00e0 all&#8217;Unione Europea (UE) risolvere. 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