settembre 2, 2019 10:29 am

No deal Brexit: tempi difficili per il mercato retail e dei crediti

Sarebbe una grossa sorpresa se Boris Johnson e la UE riuscissero ancora a concordare su un’uscita formale dell’Inghilterra. Nel frattempo, le aziende dell’Inghilterra stanno avendo difficoltà sempre maggiori. Ma la Brexit sta anche avendo conseguenze negative per il mercato dei crediti e per le banche tedesche.

Come un toro in un China Shop: questo è un buon modo per descrivere lo stile politico di Boris Johnson. Il Primo Ministro vuole dimostrare la sua forza alla UE. Forzerà così la Brexit con tutta la sua potenza – anche senza un accordo. Questo è il suo impegno, le cui conseguenze non sono di suo interesse per ora. Dovesse la Gran Bretagna lasciare l’Unione Europea il 31 Ottobre senza accordo, è già chiaro a chi darà la colpa il primo ministro: la UE stessa – e il suo predecessore Theresa May, ovviamente.

E’ anche chiaro che una Brexit no deal avrà conseguenze di lungo termine: per la Gran Bretagna e per l’intera Europa. L’economia inglese si sta già indebolendo. Il prodotto interno lordo è diminuito nella seconda metà del 2019 a confronto con il trimestre precedente – per la prima volta dal 2012. Un chiaro segnale che qualcosa sta andando storto nel Regno Unito al momento.

Le aziende diventano “zombies”

KPMG ha calcolato che solo il 15% delle aziende inglesi stanno affrontando difficoltà economiche al momento. Secondo le aziende intervistate, una azienda su 10 sta già mostrando “zombie-like symptoms“. Le aziende zombie sono definite tali quando non riescono a fare profitti e sopravvivono solo sulla base di rifinanziamenti economici. Se l’economia vira verso una recessione, non possono essere salvate.

Le modificate abitudini dei consumatori inglesi sono probabilmente una delle ragioni dell’economia indebolita dell’isola. La Brexit sta rendendo nervose le persone, che ora puntano a risparmiare denaro piuttosto che spenderlo. Il maggiore costo della vita ha altrettanto un ruolo importante. Per molti retailers questo fattore ha conseguenze fatali: non riescono a pagare l’affitto e devono chiudere i loro negozi. La crisi nel mercato retail sta assumendo caratteristiche allarmanti.

L’anno scorso, circa 2500 negozi hanno chiuso nei top 500 “UK High Streets” – circa il 40% in più rispetto al 2017. I centri commerciali sono altrettanto affetti. I grandi proprietari dei centri commerciali come Hammerson o Intu stanno avendo difficoltà sempre maggiori nell’affittare i loro spazi commerciali. Secondo il British Retail Consortium, un totale di 85,000 lavori nel settore retail sono stati tagliati tra Febbraio 2018 e Febbraio 2019.

Chiaramente, questo sviluppo non può essere attribuito unicamente alla discussione intorno alla Brexit. I retailers inglesi hanno avuto problemi anche a causa dell’effetto Amazon fin dall’inizio del millennio. In aggiunta, ci sono gli aumenti del costo del lavoro e dei prezzi delle proprietà. Ma anche la debole sterlina non è di beneficio alle aziende, e ciò è una diretta conseguenza del processo Brexit.

Il mercato dei crediti inglese è un fattore incerto

La Brexit sta diventando un fattore di costo crescente anche per le banche – con o senza accordo. Da una parte, la supervisione bancaria della ECB diventerà circa un quinto più costosa per le istituzioni finanziarie in Europa a causa del ritiro dell’Inghilterra – a causa di costi amministrativi e di personale più alti.

D’altra parte, il mercato dei crediti inglese si sta dimostrando sempre più un fattore di incertezza. Poiché i fallimenti sono ora in crescita. Anche le aziende più grandi stanno avendo difficoltà finanziarie. I prestiti dalle banche stanno diminuendo, ridimensionando gli investimenti e così via. Un circolo vizioso.

Le banche tedesche, che hanno tradizionalmente investito intensamente in Gran Bretagna, hanno proporzionalmente ridotto i loro prestiti alle aziende dell’isola negli ultimi anni: fin dal voto della Brexit questi prestiti sono calati di più del 40%. Questo indebolisce ulteriormente l’economia inglese, ma prima altrettanto le banche tedesche di una fonte di entrate in cui credevano fermamente pre-Brexit.

In passato, le banche tedesche erano particolarmente focalizzate nel finanziamento del mercato immobiliare commerciale in Gran Bretagna. Gli investimenti di tre delle cinque banche tedesche più grandi specializzate in mutui in Gran Bretagna nel mercato immobiliare commerciale ammontano ancora a un totale di quasi 10 miliardi di euro. Tuttavia, Moody’s crede che il mercato immobiliare commerciale sarà colpito di più da una Brexit no-deal. Per le istituzioni finanziarie tedesche è come cavalcare sulla punta di un rasoio.

Ma in ogni caso – che si arrivi a una Brexit no deal, anche se gli effetti di tale scenario saranno fatali per tutti coloro che sono coinvolti. O voi credete davvero che Boris Johnson devierà dalle sue pretese centrali e sarà disposto a scendere a compromessi? Londra perderà così il suo status di centro finanziario dell’Europa nel mondo – e l’impatto sarà trasmesso in tutta Europa. Anche nei bilanci delle banche tedesche.

 

 

 

 

 

 

 

Questo post è stato scritto da Timur Peters

Timur PetersTimur Peters is the founder of Debitos GmbH. He holds a diploma in finance and law. He has more than 10 years’ experience in the range of finance.
Before Founding Debitos Timur Peters was responsible in the distribution of Software for Banks and Financial Institutions for Comarch for the D/A/CH Region. Next to this he has worked for several years as a self employed Project Consultant in the area of Financing of Litigation cases, Peer2-Peer Credit Marketplaces and other online projects for financial institutions.

Website:
https://www.debitos.com

(Diritti d'immagine: istockphoto.com/Stephen Barnes)

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